La sezione della Corte di Cassazione, la sesta presieduta dal dott. Fidelbo, ha disposto l’annullamento con rinvio della condanna per omissione di atti d’ufficio nei confronti di Pierpaolo D’Andria, all’epoca dei fatti direttore del carcere di Mammagialla, nel procedimento legato alla morte di Hassan Ramadan Mukhaymar Sharaf.
Il giovane detenuto egiziano, 21 anni, il 23 luglio 2018 tentò il suicidio nella cella di isolamento e morì successivamente in ospedale. Secondo l’accusa, D’Andria non avrebbe disposto il trasferimento del ragazzo in un istituto penitenziario minorile.
La Suprema Corte ha così cancellato la sentenza della Corte d’Appello di Roma che aveva confermato la condanna a due mesi e venti giorni di reclusione, con pena sospesa. L’ex direttore, assistito dall’avvocato Marco Russo, era già stato assolto in precedenza dall’accusa di omicidio colposo; il ricorso in Cassazione aveva evidenziato un vizio di motivazione nella decisione d’appello.
Parallelamente continua il procedimento penale per omicidio colposo nei confronti di un medico e di un agente della polizia penitenziaria. Il processo è in corso davanti al giudice Daniela Rispoli: dopo la requisitoria del procuratore generale Tonino Di Bona, che ha sollecitato una condanna a un anno per la dottoressa e a otto mesi per il poliziotto, la parola passa ora alle difese.
STT
